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La Regione Valposchiavo al Salone del Gusto di Torino

salone gusto scalinoNell'ambito delle attività legate al progetto di presentazione della Valposchiavo all'EXPO2015 di Milano, la Regione Valposchiavo su invito di SlowFood e del Padiglione Svizzero ha potuto presentare al Salone del Gusto di Torino 2014 i propri progetti legati alla valorizzazione della cultura alimentare alpina e all'agricoltura di montagna.

Il Presidente Cassiano Luminati, infatti, è stato invitato alla conferenza "L'agricoltura familiare a protezione delle montagne" tenutasi il 25 ottobre nell'ambito delle iniziative messe in campo da Slow Food per valorizzare la montagna dentro al Salone del Gusto sotto il nome "Slow Alps".

Alla conferenza, moderata da Ludovico Roccatello della Fondazione Slow Food per la Biodiversità, hanno partecipato anche Luca Remmert, presidente Compagnia di San Paolo, Branka Tome, vice-direttore dell'Unità Politiche della Qualità della Commissione europea, Munkhbolor Gungaa, WAMIP Alleanza mondiale di popoli indigeni nomadi dalla Mongolia e Jean Bernard Maitià, Presidio Slow Food Formaggi d'alpeggio dei Paesi Baschi Settentrionali in Francia.

L'obiettivo della conferenza era quello di parlare di zone montane, dove aziende a conduzione familiare e spesso gestite da giovani riscoprono il valore aggiunto del lavoro agricolo in quota trasformando un passato di abbandono in un futuro di benessere. Storie virtuose, delle Alpi e non solo. Il Presidente Luminati ha avuto l'occasione di presentare il Progetto 100% Valposchiavo che è stato scelto da Slow Food proprio come una storia virtuosa da essere raccontata in un contesto prestigioso come quello del Salone del Gusto di Torino.

Le Alpi hanno non hanno fatto solo da sfondo al Salone del Gusto e Terra Madre 2014, ma quest'anno sono quindi state presenti anche dentro l'evento. L'Arco Alpino rappresenta il cuore dell'Europa, coinvolge oltre sei paesi e innumerevoli culture e lingue diverse e brulica di diversità culturale ed ecologica rappresentata dallo straordinario patrimonio di formaggi, salumi, pani, vini ma anche frutti, legumi, cereali, razze animali.

La vita di chi tutti giorni vive questi territori popolando le valli e agli alpeggi viene raccontata sotto diversi punti di vista. Nell'ambito di incontri, conferenze, laboratori è stato possibile incontrare giovani artigiani, produttori storici, pastori, ma anche studiosi e ricercatori che hanno raccontato le loro storie e le loro esperienze e grazie ad una mappa è ora possibile andare alla scoperta dei loro prodotti, appositamente segnalati. Le iniziative su Slow Alps sono state realizzate soprattutto grazie alla collaborazione di Slow Food, Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Terra Madre e la Compagnia di San Paolo e si possono riassumere in cinque diversi filoni di attività: ricerca, promozione, comunicazione, formazione e progettualità.

Nella mappa di Slow Alps, ma anche con un proprio stand e nello stand del Padiglione Svizzero per EXPO2015 la Valposchiavo è stata presente con il Presidio Slow Food del Furmagin da Cion della Macelleria Scalino che, insieme agli altri Presidi svizzeri, ha portato alta la bandiera delle produzioni alimentari alpine di qualità.

Per il Presidente Luminati, Torino è stata l'occasione per consolidare ulteriormente i rapporti di collaborazione tra la Regione Valposchiavo e il Padiglione Svizzero in vista di EXPO2105 a Milano. Inoltre, è stata una importante opportunità per allacciare rapporti con Slow Food in previsione di futuri progetti congiunti per la valorizzazione del patrimonio culturale alimentare della Valposchiavo e delle produzioni agroalimentari del nostro territorio.

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video slow food RSI 2018 480

RSI - 19.04.2018

La rivoluzione dello Slow Food

Nel dialetto locale il cion è il maiale e il Furmagin da cion indica una torta di carne. Un nome curioso, usato forse dai locali perché questo pasticcio di carne di maiale era un tempo preparato nelle pentole o nelle pirofile da dolce, assumendo una forma rotonda di grandi dimensioni, simile a una formaggetta.